BORA BRASIL!

Lula ha vinto!

E con la rimonta elettorale di Lula vincono i brasiliani e le brasiliane che credono e vogliono lavoro dignitoso, lotta alla fame, cura degli ultimi e della natura, un Brasile costruttore di pace, voce autorevole del Sud Globale nelle sedi internazionali. Con Lula vince la politica dell’umanità, del progresso e della speranza contro la politica della forza, della prepotenza e della paura incarnata da Flávio Bolsonaro e, prima di lui, dal padre Jair.

Il Brasile, con Lula che per la quarta volta sarà presidente, mostra di non voler tornare a essere un “gigante addormentato” all’ombra di un altro gigante, gli USA della pretesa egemonica di Trump sulle Americhe e sul mondo.

“O povo salva o povo”, il popolo salva il popolo, gridavano i sostenitori di Lula in campagna. E ieri è successo davvero! È un messaggio chiaro, scandito da 64 milioni di persone che hanno capovolto i risultati del primo turno presidenziale e travolto calcoli e manovre pianificati anche fuori dal Brasile. È un messaggio civile e nonviolento, che arriva a tutti i popoli dell’America Latina, dove democrazia e diritti fondamentali sono stati e vengono ancora calpestati. È un messaggio che parla forte anche a noi, italiani ed europei.

È una vittoria eloquente, come tutta la storia di Lula: bambino emigrato dal Pernambuco sul cassone di un camion, a soli sette anni venditore per le strade di Santos e lustrascarpe, ancora adolescente tornitore che perde un dito in fabbrica, poi sindacalista alla testa degli scioperi contro una spietata dittatura militare, infine leader di governo che con Fome Zero e Bolsa Família ha sottratto alla miseria milioni di brasiliani. Un uomo che nemmeno 580 giorni di carcere, con condanne ingiuste e poi annullate, sono riusciti a piegare.

Vivere questo momento cruciale a un passo dal Brasile, in Bolivia, dove mi trovo in missione con la commissione Sviluppo del Parlamento Europeo, è una grande gioia. Il Brasile che ha deciso di non rassegnarsi a paura e arroganza è la prova che bisogna sempre crederci, con il coraggio di sognare e volere l’impossibile. Bora Brasil!

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