Ecco i miei voti più significativi nella plenaria dell’Europarlamento del 6-9 luglio a Strasburgo.
SÌ alla Relazione sugli aiuti umanitari. Un forte segnale politico: nessun soccorso può essere condizionato con clausole anti-migranti e richiedenti asilo e le risorse che fanno della UE il primo attore umanitario globale vanno preservate nonostante le pressioni di Stati membri e destre.
SÌ alla relazione d’urgenza sul Sudan in guerra e in terribile crisi umanitaria. Peccato che gli emendamenti, che ho sostenuto, su oro sporco di sangue, armi UE e richiedenti asilo non siano passati.
SÌ all’avvio del processo dell’euro digitale, verso la piena autonomia monetaria UE, rompendo il monopolio dei circuiti USA (Visa, Mastercard….). Le destre – Meloni, Salvini e Vannacci – hanno votato contro: sovranisti al servizio di Trump.
SÌ alla richiesta all’Autorità per i partiti politici europei di verificare ESN, gruppo di destra (tra gli altri, AFD tedesca e Vannacci), per l’adesione ai valori fondanti UE. Se la verifica fosse negativa, ESN non riceverebbe più fondi europei.
SÌ al rinnovato Accordo UE-Messico. Il Messico è partner strategico e l’intesa consolida la rete di relazioni (Mercosur, Canada, India, Australia e Cile) che offre un modello reciprocamente vantaggioso, alternativo alle pretese egemoniche di altri grandi attori globali e ai “dazi imperiali” di Trump.
SÌ anche all spinata per riattivare il contrasto ai crimini pedopornografici tramite canali digitali che quasi tre mesi un vuoto legislativo hanno reso incerto e inefficace. A chi ha chiesto un no in nome della tutela della privacy rispondo che in casi come questo il presunto “meglio” è nemico del bene. Sempre accanto alle piccole vittime di abuso.
Infine, mi sono di nuovo ASTENUTO nel voto finale della Relazione sull’Ucraina dopo aver votato invano SÌ a diversi emendamenti. Il testo ha parti buone sopratutto sull’adesione alla UE, ma c’è ne sono altre per me non approvabili, perché ancora tese ad alimentare l’escalation bellica in atto.



