Al Parlamento Europeo Il Tavolo delle Trattative di Bergonzoni, denuncia e immedesimazione per cominciare la pace

Ieri 30 giugno al Parlamento europeo, Il Tavolo delle Trattative di Alessandro Bergonzoni è diventato un luogo di confronto, ascolto, denuncia e immedesimazione. L’installazione, ospitata dall’eurodeputato S&D Marco Tarquinio, ha trasformato la sfida politica della pace e della diplomazia in un’esperienza concreta: sedersi attorno a un tavolo non per ribadire il proprio ruolo, ma per provare ad assumere lo sguardo dell’altro.

«Abbiamo provato a metterci, concretamente, nei panni dell’altro», ha dichiarato Tarquinio. «È questo il primo passo di ogni vera trattativa, della mediazione che compone differenze e conflitti conflitti: uscire da sé, ascoltare, riconoscere, valorizzare le ragioni e le ferite altrui».

Nel corso dell’iniziativa, i partecipanti sono stati coinvolti in un esercizio simbolico di scambio dei ruoli. Il Nunzio apostolico ha preso la parola nei panni di un parlamentare; Cecilia Strada ha parlato come se fosse il Nunzio apostolico; Benedetta Scuderi, da deputata, è intervenuta come cittadina; Annalisa Corrado un’attivista, la rappresentante di Emergency Bordin come se fosse una deputata; il Presidente della Fondazione Gariwo Nissim è diventato, per qualche minuto, un imam; e l’imam Elzir ha assunto lo sguardo del Presidente di Gariwo.

«Un gioco solo in apparenza», ha aggiunto Tarquinio. «In realtà, un gesto nonviolento e sovversivo in questo tempo in cui la guerra torna oscenamente al centro della politica».

L’opera di Bergonzoni, un piano sostenuto da otto gambe costituite da altrettanti arti artificiali di vittime delle guerre donati da Emergency, interroga il significato stesso delle trattative e della diplomazia, ricordando la pretesa indecente di potenti e prepotenti di far poggiare il sempre possibile tavolo negoziale sulle vite, sui corpi e sulle ferite di chi subisce le conseguenze dei conflitti.

«La pace non nasce dalla rassegnazione alla guerra né dalla forza delle armi spianate», ha concluso Tarquinio. «Nasce dalla capacità di riconoscere l’altro, di farsi attraversare dal suo dolore, di comprendere che nessuna trattativa è autentica se dimentica le persone sulle quali la guerra lascia segno. Ringrazio Alessandro Bergonzoni per aver portato al Parlamento europeo un’opera necessaria, capace di scuotere coscienze e ruoli. Un segno di contraddizione e di speranza in questa grande casa della democrazia».

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